24 Aprile 2001
La
La
girovagava,
la
intorno
sperdo
e din don dan
sorsi e lassi,
rincorso
e ignaro
la
la
e mai
declino
tra e fra
la,
ma
e da.
Manilo
Tuesday, April 24, 2001
Wednesday, April 11, 2001
11 Aprile 2001
Onnisciente
Quest'argine scuro
riapro e rivedo,
l'idea che torna
indoma e foriera
libera il campo
da l'attacco e l'avvio.
Schiudi le dune
ingoia il presente
innalza il gerundio
d'un sarà assente,
é qui, e qui
m'alletta da lontano,
mai onnisciente
mai pago
fondo corte e prigioni
in quest'animo greve.
Segrete reiette
e sbarre zavorre,
basta!
Fardello spazzi,
cogli, ricrei,
io recupero
tutto!
E ancora, e ancora.
Manilo
Onnisciente
Quest'argine scuro
riapro e rivedo,
l'idea che torna
indoma e foriera
libera il campo
da l'attacco e l'avvio.
Schiudi le dune
ingoia il presente
innalza il gerundio
d'un sarà assente,
é qui, e qui
m'alletta da lontano,
mai onnisciente
mai pago
fondo corte e prigioni
in quest'animo greve.
Segrete reiette
e sbarre zavorre,
basta!
Fardello spazzi,
cogli, ricrei,
io recupero
tutto!
E ancora, e ancora.
Manilo
Tuesday, April 10, 2001
Sunday, March 25, 2001
25 marzo 2001
Areale
Via acque
da corpo e fato
liberate tale fardello
che vola, che va e vaga
fluido fui ma d'un dì lontano
aria e polvere di granelli gravano
ora macigni d'ancora su esili chiglie
d'impeto areale leggiadro il pensiero sferza
sogno d'un sogno in un sogno scorgo tele e raggi
e so e già fui e vissi e amai tenue ondivago di echi riflessi
qui o li e attraverso ma perché e per chi?
Manilo
Areale
Via acque
da corpo e fato
liberate tale fardello
che vola, che va e vaga
fluido fui ma d'un dì lontano
aria e polvere di granelli gravano
ora macigni d'ancora su esili chiglie
d'impeto areale leggiadro il pensiero sferza
sogno d'un sogno in un sogno scorgo tele e raggi
e so e già fui e vissi e amai tenue ondivago di echi riflessi
qui o li e attraverso ma perché e per chi?
Manilo
Sunday, February 11, 2001
(11 Febbraio 2001)
Latenza.
Leggera brezza dall'animo,
crepitio di sconvolgenti bisogni
motore vitale
e origine di profondi dissidi.
Tu passione,
per la vita che incombe
per il giorno che sfugge
per il domani che non sappiamo.
Malessere latente
immerso nell'essenza
lancinante logorio
presenza centellinante.
Fuori
la routine che avanza
la danza delle ritrosie,
l'indifferenza è distanza
quiete apparente
sorriso di circostanza.
Dentro
il terrore
l'eterno rumore
il grido che s'innalza
l’Io che si ribella.
Come quello del sollevatore di pesi è lo sguardo che esponiamo...
Lui
il peso immane sulle braccia
e lo studiato sorriso sulle labbra.
Noi
la morte nell'animo
e l'ennesima dissimulante maschera al volto
verso il mondo e i suoi presagi.
Tempo,
chissà se un giorno ci donerai il privilegio assoluto
di una monolitica essenza.
Manilo
Latenza.
Leggera brezza dall'animo,
crepitio di sconvolgenti bisogni
motore vitale
e origine di profondi dissidi.
Tu passione,
per la vita che incombe
per il giorno che sfugge
per il domani che non sappiamo.
Malessere latente
immerso nell'essenza
lancinante logorio
presenza centellinante.
Fuori
la routine che avanza
la danza delle ritrosie,
l'indifferenza è distanza
quiete apparente
sorriso di circostanza.
Dentro
il terrore
l'eterno rumore
il grido che s'innalza
l’Io che si ribella.
Come quello del sollevatore di pesi è lo sguardo che esponiamo...
Lui
il peso immane sulle braccia
e lo studiato sorriso sulle labbra.
Noi
la morte nell'animo
e l'ennesima dissimulante maschera al volto
verso il mondo e i suoi presagi.
Tempo,
chissà se un giorno ci donerai il privilegio assoluto
di una monolitica essenza.
Manilo
Saturday, February 10, 2001
10 Febbraio 2001
Sogno.
Il Sogno,
traccia d’un solco sulla mente,
tunnel di memoria
che ai sismi resiste
e parassita riverso
succhia linfa
dalla sibillina speranza
che un fardello e più
ogni dì carica adunca.
Desto,
sogno o fido,
sei l’unico vascello
per svanire oltre cieli
sulla curva che illude,
e alla prossima svolta
tutto riponi
nel perpetuo rilancio
che cela la vita.
Al calar dello scuro,
labile sogno,
da fiera glaciale muti l’effige
e pronto all’incasso
sferzi il colpo,
intoni l’accento
che stravolto stride ed echeggia
verso l’imbrunire,
dove il sonno rifuggo
ma assopito e chino
mi cinge e sorprende.
Da te è chiaro dipendo
droga eccitante
che sulla volta mi adagi
e poi allo sconforto
In sacrificio mi offri.
Mi fermo
lucido un pensiero,
oddio che lama affilata
Fredda e lucente come solo il metallo.
Questo è il reale
e il sogno m’attende.
Manilo.
Sogno.
Il Sogno,
traccia d’un solco sulla mente,
tunnel di memoria
che ai sismi resiste
e parassita riverso
succhia linfa
dalla sibillina speranza
che un fardello e più
ogni dì carica adunca.
Desto,
sogno o fido,
sei l’unico vascello
per svanire oltre cieli
sulla curva che illude,
e alla prossima svolta
tutto riponi
nel perpetuo rilancio
che cela la vita.
Al calar dello scuro,
labile sogno,
da fiera glaciale muti l’effige
e pronto all’incasso
sferzi il colpo,
intoni l’accento
che stravolto stride ed echeggia
verso l’imbrunire,
dove il sonno rifuggo
ma assopito e chino
mi cinge e sorprende.
Da te è chiaro dipendo
droga eccitante
che sulla volta mi adagi
e poi allo sconforto
In sacrificio mi offri.
Mi fermo
lucido un pensiero,
oddio che lama affilata
Fredda e lucente come solo il metallo.
Questo è il reale
e il sogno m’attende.
Manilo.
Monday, February 05, 2001
5 Febbraio 2001
Artifici.
Buio e silenzi,
maniaci in ricerca ansiosa
piedi freddi e stretti,
poi lingue di fumo
a svelare labbra secche,
d’un tratto ombre incise
già vaghe e svanite.
Nella volta un bagliore
poi punti di fuoco
e sferzanti frastuoni,
Il cielo si popola
l’aria rivive
e negli occhi lambisce
tracce di vita intensa.
Cala ora il sipario
ma negli occhi già bui,
sfumati pinti riflessi,
sopravvive un sogno
che pronto al rilancio
per ogni dì a venire
riappiccia l’ometto
che illumina il sentiero.
Manilo
Artifici.
Buio e silenzi,
maniaci in ricerca ansiosa
piedi freddi e stretti,
poi lingue di fumo
a svelare labbra secche,
d’un tratto ombre incise
già vaghe e svanite.
Nella volta un bagliore
poi punti di fuoco
e sferzanti frastuoni,
Il cielo si popola
l’aria rivive
e negli occhi lambisce
tracce di vita intensa.
Cala ora il sipario
ma negli occhi già bui,
sfumati pinti riflessi,
sopravvive un sogno
che pronto al rilancio
per ogni dì a venire
riappiccia l’ometto
che illumina il sentiero.
Manilo
Saturday, February 03, 2001
3 Febbraio 2001
Immobili.
Varcai battigie,
sfiorai lembi e onde
oltre dune di sabbia,
vago
girovago dell'anima
in versi e rime
che stridono tra le mani.
Sospingo ora,
migratore dell’anima,
tra un mistero e un silenzio
l’elegia di un sentimento,
fardello tra i più
e attimo che declina.
Qui si attende,
tra un vestibolo
e un’idea,
immobili ai sensi.
Manilo
Immobili.
Varcai battigie,
sfiorai lembi e onde
oltre dune di sabbia,
vago
girovago dell'anima
in versi e rime
che stridono tra le mani.
Sospingo ora,
migratore dell’anima,
tra un mistero e un silenzio
l’elegia di un sentimento,
fardello tra i più
e attimo che declina.
Qui si attende,
tra un vestibolo
e un’idea,
immobili ai sensi.
Manilo
Friday, December 15, 2000
Dicembre 2000
Districare.
Mai più tra vicoli,
a districare pensieri,
a rincorrere il tarlo
che nel giorno
affonda la mente.
Basta un raggio
di tenue luce
che s’adagia lieve
sulle opache pagine
d'un libro riverso
e gialle le fronde
schiudono le trame.
L'ombra sommessa
intesse le sembianze
e bruna la quiete
lo sguardo sorprende.
Manilo
Districare.
Mai più tra vicoli,
a districare pensieri,
a rincorrere il tarlo
che nel giorno
affonda la mente.
Basta un raggio
di tenue luce
che s’adagia lieve
sulle opache pagine
d'un libro riverso
e gialle le fronde
schiudono le trame.
L'ombra sommessa
intesse le sembianze
e bruna la quiete
lo sguardo sorprende.
Manilo
15 Dicembre 2000
Zu Peppi.
Si può essere artisti
intingendo di colla
tele di cuoio?
Eppure ricordo:
pennelli, barattoli,
tavolozze come acquarelli,
chino a fronte il risultato suadente
pronto ora a ritornar tra la gente.
Non scrivo di quadri,
non scorgo dipinti,
riaffiora alla mente,
in un odore pungente,
un uomo tra lo scuro dismesso
che fronde di luce crespa punzecchia.
Ventagli di chiodi, un fiero martello
riverso su forme inconsulte agli occhi dei più
lieve il tempo ritorna, e sorpreso è presente
al ricostruir dei vestiboli che ci adornano i passi.
Una vita in ritiro a meditar flotte d’orme,
e chissà quante storie affiorate alla mente,
tracce esaltate dai vizi di ogni impavido cammino.
Mi disse un giorno,
e io infante ascoltai:
“il mondo è un ricovero
e urge il restauro”.
Mai più, da quel dì illuminante,
ho scorto un pittore dal fare ansimante
e dedito all’arte,
come Peppi
titolato Zu
scarparu e poetante.
Manilo.
Zu Peppi.
Si può essere artisti
intingendo di colla
tele di cuoio?
Eppure ricordo:
pennelli, barattoli,
tavolozze come acquarelli,
chino a fronte il risultato suadente
pronto ora a ritornar tra la gente.
Non scrivo di quadri,
non scorgo dipinti,
riaffiora alla mente,
in un odore pungente,
un uomo tra lo scuro dismesso
che fronde di luce crespa punzecchia.
Ventagli di chiodi, un fiero martello
riverso su forme inconsulte agli occhi dei più
lieve il tempo ritorna, e sorpreso è presente
al ricostruir dei vestiboli che ci adornano i passi.
Una vita in ritiro a meditar flotte d’orme,
e chissà quante storie affiorate alla mente,
tracce esaltate dai vizi di ogni impavido cammino.
Mi disse un giorno,
e io infante ascoltai:
“il mondo è un ricovero
e urge il restauro”.
Mai più, da quel dì illuminante,
ho scorto un pittore dal fare ansimante
e dedito all’arte,
come Peppi
titolato Zu
scarparu e poetante.
Manilo.
Saturday, September 16, 2000
16 Settembre 2000
Scuro.
L’aspro scuro
ricade severo,
tenebre di braccia
arcigno riversa.
Ripiegato
l’attimo m’inchioda,
trattengo l’argine
saetta un sospiro.
Sferzano obliqui
angolati lapilli,
e lastre d’ombre
a dipanar la luce.
Vibrano le mani
a rimestar le spranghe,
declino il capo
avverto ora chino.
Trovero tra i dì
e ora lo credo,
un crespo sentiero
che ora diniego.
Manilo.
Scuro.
L’aspro scuro
ricade severo,
tenebre di braccia
arcigno riversa.
Ripiegato
l’attimo m’inchioda,
trattengo l’argine
saetta un sospiro.
Sferzano obliqui
angolati lapilli,
e lastre d’ombre
a dipanar la luce.
Vibrano le mani
a rimestar le spranghe,
declino il capo
avverto ora chino.
Trovero tra i dì
e ora lo credo,
un crespo sentiero
che ora diniego.
Manilo.
Saturday, September 09, 2000
Monday, June 12, 2000
12 Giugno 2000
Potessi.
Scala faro,
torre visibile
presenza inamovibile.
Palumbo raggio,
luminoso cerchio
ultimo vessillo.
Barrera tempesta,
onda fluttuante
chiglia drenante.
Giorgio l’ira,
funesto monito
maestà.
Marietta lo sguardo,
languidi occhi
sentimento.
Giovanni cinico,
sfalda tabù
ideale.
Il Nonno la mano,
una via del centro
una tavola sotto cui rifuggere.
La Commare una lacrima,
l’eterno soffrire
il continuare ad oltranza.
Lo Zio un mito,
la forza sembiante
l’umanità esuberante.
Potessi tornare,
rivederne i passi
ed il mistero svelassi.
Io, non so,
Il perpetuo rincorrere
Il voler emulare.
Io no,
la quarta colonna
il conto che non torna.
Manilo.
Potessi.
Scala faro,
torre visibile
presenza inamovibile.
Palumbo raggio,
luminoso cerchio
ultimo vessillo.
Barrera tempesta,
onda fluttuante
chiglia drenante.
Giorgio l’ira,
funesto monito
maestà.
Marietta lo sguardo,
languidi occhi
sentimento.
Giovanni cinico,
sfalda tabù
ideale.
Il Nonno la mano,
una via del centro
una tavola sotto cui rifuggere.
La Commare una lacrima,
l’eterno soffrire
il continuare ad oltranza.
Lo Zio un mito,
la forza sembiante
l’umanità esuberante.
Potessi tornare,
rivederne i passi
ed il mistero svelassi.
Io, non so,
Il perpetuo rincorrere
Il voler emulare.
Io no,
la quarta colonna
il conto che non torna.
Manilo.
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