Sunday, May 02, 2004

2 Maggio 2004


Avi.

Lume nero stravolto
d’aria varia soffocata,
non c’è parola
quando cupo scende
l’indice voluttuoso.
Il fender d’orgoglio
celarsi in fasce di mani
sospesi al raziocinio
sfaldo che s’offende.
Ai piedi dell’immane gorgo
l’altrui volere
di gusto, d’ansia e d’alterigia,
freni inibitori ai binari impropri
moto geometrico
fuor d’orbita corretta.
D’anni e cenere
si corrompe l’imperizia,
corro savio d’Avi
numi d’ogni dove
stirpe di nodi e legno
nello spumoso vezzo
di sale e terra
tra lama e piombo
vacui di Fato a tre liste.

Manilo Busalacchi

Monday, April 12, 2004

12 Aprile 2004

Parola.

Porte e cantine
su scafi mezzi
di fragori,

porti sfaldi
bianco stesi
crespi tra onde
d’ansie vortice
e gorghi lesi,

desti alle chiglie
chini plachiamo
fiordi aculei
e cechi sbricioli,

spiove rarefatta
scura d’ombre d’otre
la parola
che solleva, ora
e c’inchioda a sentina
per il far di poppa.

Manilo Busalacchi

Sunday, April 11, 2004

(11 Aprile 2004)

Però.

Bianchi d’acqua
ohibò però
però
affacciati sennò
sennò
densi lo so
lo so
la vita scorre
in infarti di bicchiere
e sorsi di sguardi astrusi
empi
sempre
accecati e intrusi.

(non firmata)

Thursday, April 08, 2004

8 Aprile 2004.

Ghigni.

In flessuosa memoria
rimango, volgo
l’arco sotteso d’un cielo nano
prigione fra i lustri
tra le dita e le mani.

Bieco,
fatuo intelletto
ghigni
per l’altrui sorte e restrizione
ma d’un pugno non si cinge
porpora e vanesia poesia.

Di lapilli
vestirò ogni falsa effige
fin quando chino sarai allo stupore;
guaderò allora il tuo sguardo inerte.

Fantasie illusorie;
il verso nutre
tra polvere che oscura
fin tanto che brilla.

Manilo Busalacchi.

Friday, April 02, 2004

2 aprile 2004.

Volge.

D'un punto non volge la virgola
ci siamo scorti intenti
e non è bastato

Oggi il dì in cui mi siedo e aspetto
ci sono verità palesi
e le ho rifiutate

Eppure avverto quelle arsure d'impeto
ma l'indole sconosce argini
e il pensiero migra

Manilo Busalacchi

Wednesday, February 18, 2004

18 Febbraio 2004

Indole

Orsi bighelloni
volgiamo impanati
tra mole e affinità,
Aggressivi e prospettici
solleviamo ghigni,
mesti di timori
urliamo svariati
tra cielo e luna.
Feriti ricadiamo
languidi d’occhi neri;
Il letargo,
altro non è dato
all’indole e all’animale.
Ci sarà un risveglio
oltre mille assopimenti,
per un lamento,
dardo scagliato a fendere
o a tornare spiovente.

Manilo Busalacchi

Saturday, February 14, 2004

14 Febbraio 2004

Però.

Bianchi d’acqua
ohibò però
però
affacciati sennò
sennò
densi lo so
lo so
la vita scorre
in infarti di bicchiere
e sorsi di sguardi astrusi
empi
sempre
accecati e intrusi.

Saturday, February 07, 2004

7 Febbraio 2004

Ardura.

Nel buio
carpisci il senso,
avverti lesto l’assenza
solo Fato di cui aver paura,
fagocita il silenzio
muovi i passi
ritma sicurezza e latenza.

Notte,
madre di cui sentir l’ardura,
veglia su ogni impostura
tra le pulsioni che ci diede la natura.

Manilo Busalacchi

Sunday, January 25, 2004

25 Gennaio 2004.

Bardotti.

Mezzanotte
questa mia di pene
giù per scarpe sfitte
a capo chino
di mani e tempie.
Segnali
simulati a volteggiare,
o attese
sorsi d’ansie disilluse.
Statico
simmetrico e glaciale
al volgere è nuova mezzanotte
di sopite campane.
Lascivo andare
dolce m’è
svilire bardotti
tra lo sperso che vuol annoverare.

Manilo Busalacchi

Monday, December 15, 2003

Dicembre 2003.


Bea.

Solo istanti,
d’occhi neri
lontani e assenti,
solo sguardo
dissimulato, attento
come la pena, il rigore,
il silenzio;
solo mani
su una pelle
di brividi e cicatrici;
solo povertà inestimabile,
Bea,
solo tempo che cingo
come preziosa merce
senza roba e deperimenti;
solo questo,
e per la vita
e il sentimento che va oltre.

Manilo Busalacchi

Thursday, November 13, 2003

13 Novembre 2003

Tuoni, fiamme e macchie rosse a strisce.

Tutto tuona
e perde i sensi;
l'abbaglio lesto
a spolverare sguardi sorpresi.
Occhi neri
come spranghe calate dal vuoto
passi incerti
spazzati, via!
su strade roventi,
vie del sud,
quanti corpi stesi
tra incerti dove, e perché;
per i corridoi del mondo
quante mani ancora calde,
di calzoni a bande rosse,
vorremmo tenere nelle nostre
di mani,
strette alla fronte
a sbriciolare le torri del terrore.
Nel pozzo,
giù per le viscere,
nel ventre,
conterremo ogni parto dolente
accecato o eliso
per i nove mesi dell'infinito.


Manilo Busalacchi

Saturday, October 04, 2003

4 Ottobre 2003

Rigo

Rigo
riverso su rigo,
intento all’amare
di versi colmo
repentini vuoti,
mi calo
e sfioro l’ardore
un passo prima
che tardi l'ascesa.

Manilo Busalacchi

Saturday, September 20, 2003

20 Settembre 2003

Oblio
mesto candore
dietro querce smemore
d’oboli umani,
quando pervade la mente
la quiete d’obbligo
atterra e ci china,
riversa uno sguardo silente
e batte l’infame tocco della disfatta,
noi s’innalza a condono il capo
e d’ogni tetro si ricade spioventi
siamo fango giù dal colare
e allora ci innalziamo furenti
scagliati tra destino e fato
sferziamo il colpo, nell’effigie suadenti.


Manilo

(da: Il Club del Sabato)

Friday, September 19, 2003

Mi concentro, sto fermo, buono e tranquillo, chiudo queste quattro linee, mura d'una stanza dopo bordate da lenire. Il massimo dell'intimo si sarebbe stato l'altra stanza, la precedente, tant'è che lì nel pieno di processi eputarivi si compiono i maggiori estri d'arte. Silenzio profondo e meditabondo, angolo franco imperscrutabile, luogo alto nelle basseze umane. Ma ho ritratto il fiato in un sol colpo, e al centro ho scrutato gli angoli, quattro, ma novanta nei gradi. C'è freddo, forse manca il clima, Pietro, per ora mi stendo, poi non so, vedremo.


da: Il Club del Sabato

Sunday, September 14, 2003

14 Settembre 2003

Gesso.

Questo gesso tra le mani
conservo,
colori in maschera
di forme incerte;
uno sguardo dipinto
che s’agita e riprende.
I lobi odono
tenzoni certe ai due,
forte tu, e non lo mostri
sei, e ti ho visto.
Ergiti, basta un guizzo
poca polvere
ma non aspetto cenni,
l’oltreverso solo immortale.
Guidami,
taciturno cerco scarne voci
nel solco di illusioni
e avi al mio cospetto
dove volgo ogni dì incerto.


Manilo Busalacchi